SENZA FINE - blog di Renata Rusca Zargar

SENZA FINE - blog di Renata Rusca Zargar

L'ITALIA S'E' DESTA di Padre Mauro Armanino

politica e legislazionePosted by Renata Rusca Zargar Sat, June 17, 2017 13:47:54

L’Italia s’è desta. E’ tornato un posto al sole del NIGER

Nel Sahel c’è davvero posto per tutti. I militari francesi per diritto coloniale, gli americani coi droni, i tedeschi con un campo militare e con tutta probabilità gli italiani. L’elmo di Scipio con le prime colonie in Eritrea, Etiopia, la nota sconfitta di Adua e la Somalia. L’impero annunciato dell’Italia fascista di Mussolini con la Libia, il posto al sole più vicino dopo che la Francia aveva occupato la Tunisia. Ma ora nel Sahel c’è posto per tutti: militari, cappellani, ONG, migranti illegittimi, clandestini, irregolari, profughi, combattenti, resistenti, nullafacenti e trasportatori d’armi e di cocaina per far girare l’economia. Arriviamo anche noi, perché l’Italia s’è desta e dell’elmo militare si è cinta l’ambasciata. Già, l’ambasciata italiana a Niamey, pure quella ci mancava per rendere effettiva, duratura e garantita la caccia ai migranti fuori delle dune stabilite.

C’è stata la prima festa della repubblica italiana nel Niger. Si ripudia la guerra quando è lontana e nel frattempo si fabbricano, vendono e commerciano armi e morti da esse provocate. Si ripudia la guerra purché non arrivi alle sacre sponde della penisola che si chiede da tempo dove sia la vittoria che dovrebbe porgere non si sa quale chioma. Che poi, secondo una lettura sine glossa dell’inno d’Italia, dovrebbe essere stata designata da un certo dio schiava di Roma dei Fori Imperiali. Malgrado la costituzione che della guerra impone un ripudio permanente, l’Italia spende decine di mlioni di euro al giorno per assicurare efficacia alle operazioni militari e perpetuità alle forze armate. E questo è ancora nulla. Si passerà, senza colpo ferire, al due per cento del PIB destinato alle spese degli armamenti. L’ambasciata del Niger non entra nel conto.

Lo ricorda il primo ambasciatore che il Niger abbia mai avuto. Di stanza nella capitale Niamey l’Italia che si vuole come …un sostegno al Niger nella sua politica di sviluppo, nel miglioramento delle condizioni economiche e nel rafforzamento delle relazioni con un paese strategicamente importante. E ciò tanto per stabilizzare lo spazio del Sahel che sul piano del controllo dei flussi migratori…parole sacrosante del nuovo ambasciatore che non fa che confermare una vecchia e nefasta politica europea.

Che la gente, povera di preferenza, se ne stia a casa propria, meglio se arrivano, in cambio, milioni di turisti, giocatori, pescatori e trapezisti. Tutto chiaro e coerente con questo piano di controllo dei migranti irregolari le onde incontrollate delle migrazioni…, ribadisce l’ambasciatore. Sono, come sempre, messe sullo stesso piano del terrorismo fondamentalista.

Dunque l’Italia si è ridestata dal torpore nel quale era caduta in questi lunghi anni. Ha ripreso con rinnovato vigore il suo posto nel novero delle nazioni che hanno possedimenti, o perlomeno frontiere, lontano da casa. Dei fratelli d’Italia rimane l’inno prima delle partite di calcio o per le premiazioni nelle rare medaglie d’oro delle discipline olimpiche. Quella di fermare i migranti ‘illegali’ non lo è ancora ma potrebbe essere riconosciuta almeno come disciplina dei corpi per rafforzare o conservare il potere. A coorte adesso son stretti i migranti nei centri di detenzione, orientamento, consiglio, raccomandazione e espulsione. Stretti fino alla morte, in mare, nel deserto e soprattutto negli occhi di chi li ha visti per l’ultima volta. Se davvero volessimo salvare vite umane non fabbricheremmo né venderemmo armi. Non manderemmo soldati ben pagati per combattere la guerra contro gente che ha nelle mani solo la sabbia con cui costruire l’altro futuro. D’altra parte è ormai da tempo che si andato perpetrando il tradimento della costituzione. Rimane infine l’inno alla bandiera, sepolta anch’essa nella sabbia del Sahel.

Mauro Armanino, Niamey, giugno 017



  • Comments(0)//senzafine.zacem-online.org/#post636

LA NUOVA CHERNOBYL CHE MINACCIA L'EUROPA da Mondo in Cammino

politica e legislazionePosted by Renata Rusca Zargar Sun, June 11, 2017 10:11:52
LA NUOVA CHERNOBYL CHE MINACCIA L'EUROPA

INTRODUZIONE

di Massimo Bonfatti - presidente di Mondo in Cammino

Il 26 aprile del 2016 ero stato invitato dal prof. Yuri Bandazhevsky, in qualità di relatore, ad un convegno ad Ivankov in occasione del trentennale dell’incidente nucleare di Chernobyl. Alla fine del mio intervento si è avvicinato al tavolo dei relatori un signore, a me ignoto, il quale mi ha allungato un biglietto scritto al computer in stampatello. Lo presi: in poche righe raccontava del fallout della centrale a biomasse EkoTES di Ivankov, di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza. L’uomo che mi aveva allungato il biglietto era Sergei Grishenko, il leader del fronte anti EkoTES.

La centrale di Ivankov, che si trova in zona contaminata dal fallout di Chernobyl, usa legname radioattivo, provenientee anche dalla zona di esclusione e raccolto in maniera illegale. La cosa peggiore è che la cenere radioattiva prodotta viene distribuita per l'utilizzo nei campi come fertilizzantee, riguardando, quindi, grano e prodotti alimentari, di cui una parte viene anche commercializzata in Europa.

Dopo un anno giusto, intenso di ricerche, viaggi in Ucraina, incontri con Grishenko, studio di documenti, ho finalmente prodotto il documento che vedete sotto riportato e che oggi stesso, 25 aprile 2017, ho inviato a tutti i Deputati del Parlamento Europeo e, in seguito, a quelli italiani.

Il documento (inviato in lingua italiana, inglese, francese e tedesca, è un vero e proprio atto di denuncia che non può essere ignorato perchè riguarda la salute di noi tutti; in caso contrario non potrebbe, purtroppo, che dimostrare una triste realtà: da una parte il potere sottile della lobby nucleare all'interno delle istituzioni, dall'altra il disinteresse degli eletti verso la salute dei cittadini. Mi auguro che non sia così e che la denuncia possa avere la giusta risonanza.

In ogni caso Mondo in cammino continuerà con consapevolezza, rigore ed ostinazione a ricercare la verità, nell'interesse di tutti. Questa denucia, per Mondo in cammino, è il modo migliore per celebrare il trentunesimo anniversario dell'incidente nucleare di Chernobyl.

TUTTE LE INFORMAZIONI AL LINK:

http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=2442.0



  • Comments(0)//senzafine.zacem-online.org/#post633

PERSINO I RIFIUTI PRENDONO IL TRENO

politica e legislazionePosted by Renata Rusca Zargar Sat, May 20, 2017 12:30:25

PERSINO I RIFIUTI PRENDONO IL TRENO

Al netto di tutta la propaganda politica della campagna elettorale perpetua e della guerra tra i partiti, mi ha incuriosito molto la notizia che i rifiuti romani siano trasferiti all’estero.

Non in Somalia, come si potrebbe immaginare, in qualche discarica abusiva a cielo aperto, ma in Austria e, probabilmente, pure in Germania.

Ho letto che i rifiuti prendono il treno.

Sperando che i poveri rifiuti non subiscano i “viaggi della speranza” (ben noti ai pendolari con ritardi e soppressione di convogli), ho tirato un sospiro di sollievo.

Almeno, il famoso trasporto su ferro, invece che su gomma costosa e inquinante, mai attuato in Italia, ha avuto la sua realizzazione!

Le domande che mi pongo, però, sono ancora molte. Ad esempio, come faranno i paesi più (non dico civili) avanzati e puliti di noi a farsi carico dei nostri rifiuti? È per caso la politica del buon samaritano?

Forse, no. Infatti, ogni anno, 70mila tonnellate di rifiuti di Roma vengono convertiti dalla EVN a Zwentendorf, a circa 60 chilometri da Vienna, in energia elettrica impiegata in 170mila case in Austria. Più precisamente, i rifiuti vengono bruciati e convertiti in gas che genera vapore; il vapore viene incanalato nella vicina centrale elettrica e convertito in energia.

Se pensiamo che sia assurdo spedire la spazzatura a 1000 chilometri di distanza, dobbiamo, però, capire che l’alternativa sarebbe continuare ad ammassare i rifiuti nelle discariche (già alla canna del gas, in tutti i sensi!) e produrre così emissioni di metano con un forte impatto in termini di emissioni di CO2. È evidente che sia molto meglio inviarli a impianti ad alta efficienza.

Subito dopo, però, dobbiamo chiederci come mai noi siamo intasati dai rifiuti e gli altri paesi ne facciano, invece, uno strumento di energia e benessere.

L’Ama di Roma paga 100mila euro a convoglio e alla EVN, sempre ogni convoglio, ne frutta 100mila.

Mah!

L’Italia, che è “popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori e trasmigratori”, come diceva qualcuno, non potrebbe, magari, divenire, almeno un pochino, popolo di ingegneri e di gente normale di buon senso?

Renata Rusca Zargar

http://senzafine2.blogspot.it/

http://www.controluce.it/notizie/persino-rifiuti-prendono-treno/

http://www.liguria2000news.com/persino-i-rifiuti-prendono-il-treno.html



  • Comments(1)//senzafine.zacem-online.org/#post622

MI DIFENDO O NO? E COME? di Angela Fabbri

politica e legislazionePosted by Renata Rusca Zargar Sun, May 07, 2017 13:51:23

MI DIFENDO o NO ? E COME ?

di Angela Fabbri

Al 5 di aprile avevo scritto così:

Sento continuamente parlare di quale reazione si può avere a un’aggressione che ci viene fatta in casa. Cioè nella nostra casa, quella dove abitiamo.

E si dibattono sul fatto dell’uso di una pistola per difendersi dal violatore della proprietà privata (tale è, anche se la casa non ci appartiene).

Si può, non si può, come si può, come non si può.

Fotografano la scena: dove stavi, dove stava l’aggressore, era armato lui, ti sei armato tu e se sì perché l’hai fatto, hai sparato tu ma lui ti aveva solo detto che ti sparava ( e quindi non ha sparato perché non ha fatto in tempo ), l’aggressore si è preso paura e è scappato ma tu avevi il dito che tremava sul grilletto e ti è partito un colpo che l’ha preso di schiena…

Ragazzi! Ma quali armi, quali armi ha per difendersi, una persona aggredita di sorpresa?

Sono una donna normale, non ho pistole sparse nei cassetti e se un estraneo me ne porta in giro per casa posso innervosirmi molto.

E magari usare armi improprie.

Perché non tiriamo fuori la classica padella? Visto che in cucina il mattarello (che forse verrà rispolverato dalle prossime elezioni politiche) non si usa più.

Al 4 di maggio, dopo l’approvazione della Nuova Legge sulle Aggressioni, mi è venuta spontanea una scenetta:

Mi entra in casa un ladro.

O è un semplice intruso?

E’ giorno o notte?

Boh, facciamo che è notte così è più semplice rientrare nella Legge di cui parlo.

Impugno la pistola, regolarmente detenuta (vedi il mio Porto d’Armi nel cassetto del comò) e la punto sull’intruso.

Comincio l’Interrogatorio, secondo la Legge.

Ma l’intruso, che ha evidentemente meno scrupoli di me e più pratica in simili frangenti, mi prende il polso, torce la mia mano ancora ben salda sull’arma e m’infila la canna della pistola in bocca (‘pistola’ intesa qui come rivoltella, il calibro non lo ricordo).

A questo punto si sono realizzate tutte le condizioni richieste dalla Legge.

Sono in pericolo di vita.

E posso premere il grilletto.

(Angela Fabbri, Ferrara notte fra 4 e 5 maggio 2017)



  • Comments(3)//senzafine.zacem-online.org/#post613

L'ANELLO DI FUOCO di Angela Fabbri, Ferrara

politica e legislazionePosted by Renata Rusca Zargar Sat, May 06, 2017 14:58:23
L’ANELLO di FUOCO

Non è più la linea che congiunge idealmente i punti principali della terra dove c’è attività vulcanica.

Ai giorni nostri è la linea che congiunge realmente i punti principali della terra dove vengono prodotte ARMI.

E anche l’altra linea che ne deriva di stretta conseguenza, legando tutti i punti dove queste ARMI fanno FUOCO.

E FIAMME.

Noi, CREDIAMO, l’economia del mondo si basi sul LAVORO, sul lavoro di noi singoli esseri umani che costruiamo insieme da artigiani (insegnando, tirando su case,

fabbricando scarpe, mobili, abiti…). Ed ecco la nostra disperazione quando quel lavoro viene a mancare.

Ma l’economia del mondo si basa sulla guerra e la guerra si fa con le armi e c’è sempre qualcuno a cui servono, direttamente o indirettamente.

C’è sempre qualcuno che ha da dire la sua (ma guarda un po’! dovrebbe essere un diritto) e qualcun altro che, suggerendo non sia ancora tempo, risponde a fuoco.

Adesso non ci sono neanche più rivoluzioni, la gente viene massacrata prima. Prima di poter alzare la propria voce.

E il mondo viene frastornato e coperto incessantemente dal vento polveroso e infuocato di un mai interrotto reportage di guerra, che soffoca sotto una coltre di macerie le vittime reali e, virtualmente, noi, quelli di cui sopra, che pensavamo solo di lavorare per costruire.

Era una grande illusione. Ci lasciano costruire finché gli conviene, poi preparano la distruzione che gli conviene.

Noi siamo scemi.

E parlo di noi piccoli, che tutta la vita abbiamo cercato la PACE.

Escludendo da questa, però, almeno le RIUNIONI di CONDOMINIO…

In buona sostanza, siamo tutti probabili GUERRAFONDAI, nelle faccende alla nostra portata. Per questo ci siamo seppelliti sotto le LEGGI, comode, calde coperte protettive.

(Angela Fabbri, Ferrara notte fra 25 e 26 aprile 2017)



  • Comments(1)//senzafine.zacem-online.org/#post612

LE ONG SONO IN MARE PERCHE' L'EUROPA NON C'E' da Medici senza Frontiere

politica e legislazionePosted by Renata Rusca Zargar Fri, May 05, 2017 17:07:02

#iostoconleONG

Martedì 2 maggio 2017 alle ore 14.00

http://webtv.senato.it/webtv_comm_hq?video_evento=3589l'Europa non c'è

Durante l’audizione alla Commissione Difesa del Senato, abbiamo avuto l'opportunità di spiegare come avvengono le nostre attività di soccorso nel Mediterraneo, ribaltando con forza tutte le false accuse. Soccorriamo uomini, donne e bambini con bruciature chimiche sul corpo. Vediamo persone morire asfissiate o annegate. È vergognoso attaccare organizzazioni che hanno come unico obiettivo quello di salvare vite. Siamo indignati. Non ci stiamo a subire gli attacchi di questi giorni contro il lavoro delle ONG in mare.

La macchina del fango ha scatenato sui nostri social network una valanga di commenti offensivi, pieni di odio e di veleno. Ma la stragrande maggioranza della società civile, tra cui molti di voi sostenitori, ha preso posizione a favore delle organizzazioni e ha fatto nascere l’hashtag #iostoconleONG. Tra loro gli scrittori Erri De Luca e Roberto Saviano.

In audizione siamo stati ben lieti di rispondere alle domande dei parlamentari per fugare i dubbi sulla correttezza dell’operato di chi fa ricerca in mare, senza sentirci mai sul banco degli imputati. Al contrario, crediamo che a dover salire sul banco degli imputati siano le istituzioni e i governi europei. Ogni giorno migliaia di uomini, donne e bambini continuano a prendere il mare affidandosi a trafficanti senza scrupoli non perché potrebbero esserci delle barche a salvarli al largo della Libia, ma perché le politiche disumane dell'Europa non offrono nessuna alternativa legale e sicura. A favorire i trafficanti non sono le organizzazioni umanitarie ma le politiche europee.

Da quando MSF ha avviato le operazioni in mare nel 2015, abbiamo soccorso 60.390 persone. Oggi nessun attore europeo ha un mandato specifico per salvare vite in mare. Fino a quando non ci saranno vie legali e sicure per chi cerca protezione, chiediamo l'avvio urgente di un meccanismo europeo dedicato di ricerca e soccorso su larga scala.



  • Comments(0)//senzafine.zacem-online.org/#post610

EMERGENCY: LE POLEMICHE SULLE OPERAZIONI SAR IGNORANO LE RAGIONI DELLE MIGRAZIONI

politica e legislazionePosted by Renata Rusca Zargar Sun, April 30, 2017 13:37:47
Le polemiche di questi giorni sui soccorsi in mare sono ignobili.

La nostra posizione non riguarda le indagini che tentano di fare chiarezza, ma la strumentalizzazione che ne viene fatta dal mondo della politica che per primo dovrebbe sentire la responsabilità di affrontare la questione delle migrazioni in modo sistematico, aprendo possibilità sicure di accesso all’Europa, invece che costringere migliaia di persone a mettere a rischio la propria vita per attraversare il Mediterraneo.

Sono ignobili perché colpevolizzano alcuni tra i soggetti che stanno cercando di dare il loro aiuto nella più grande tragedia che l’Europa si è trovata ad affrontare dal dopoguerra e che - peraltro - lo fanno in strettissima collaborazione con lo Stato italiano, la Marina e il ministero dell’Interno.

Sono ignobili perché ignorano l’urgenza e il dovere morale di salvare delle vite in pericolo prima di aprire qualsiasi dibattito sui modi e sugli strumenti di accoglienza: lo scorso anno 5.098 persone sono morte in mare. Dall’inizio di quest’anno anno sono 1.092.

E soprattutto sono ignobili perché non si pongono la domanda essenziale: perché queste persone fuggono dai loro Paesi e sono disposte a mettere a rischio la loro stessa vita per arrivare in Europa?

Se guardiamo i Paesi di provenienza di chi cerca rifugio in Europa, non possiamo nasconderci dietro nessuna ideologia. Siria, Afghanistan, Nigeria, Iraq, Eritrea sono i primi 5: tutti Paesi dove la popolazione è oppressa dalla guerra, dalla povertà o dal rischio di essere perseguitata.

Come organizzazione impegnata in alcuni di questi Paesi, Emergency è convinta che fino a che non ci si assumerà la responsabilità di quello che spinge i migranti a fuggire non si potrà mai affrontare in modo efficace la gestione del flusso di migranti e rifugiati che vedono nell’Europa l’unica possibilità di salvezza e che invece continuiamo a ignorare.

www.emergency.it



  • Comments(0)//senzafine.zacem-online.org/#post609

DOMENICA PRIMARIE DEL PARTITO DEMOCRATICO

politica e legislazionePosted by Renata Rusca Zargar Wed, April 26, 2017 11:51:29

Dall'e-news di Matteo Renzi
mercoledì 26 aprile

Noi siamo ripartiti da zero. Abbiamo percorso l’Italia in lungo e in largo ma in silenzio, nei piccoli comuni, senza la sfilata di telecamere e taccuini. Siamo stati nel cuore della Locride e nel profondo Nord. Non abbiamo mai parlato male dei nostri avversari alle primarie, mai: non troverete mai una sola parola contro. Abbiamo incontrato persone di qualità per ricominciare a progettare l’Italia dei nostri figli. Che deve andare avanti, che deve andare insieme.

Abbiamo discusso di come creare lavoro oltre al JobsAct, di come impostare una strategia diversa in Europa, di come coniugare innovazione tecnologica e tradizioni artigianali, di come combattere l’evasione fiscale e dunque abbassare le tasse e di molto altro.
Abbiamo cioè messo al centro i contenuti. Non l’odio contro l’altro, ma la proposta per il Paese.
Lo abbiamo fatto anche nelle ultime ore parlando di agricoltura, di formazione professionale, di industria 4.0, di sociale, di diritti. Lo faremo nelle prossime ore. Abbiamo fatto una campagna elettorale di squadra e continueremo a farla. Incontri, dibattiti, iniziative.

Insomma. Noi vogliamo che chi andrà a votare domenica possa scegliere un’idea di futuro. Non un concentrato di critiche. Idee, non polemiche.
Se toccherà a noi lo decideranno gli iscritti al PD, i simpatizzanti del PD, i cittadini italiani. Nessun altro. Ma se toccherà a noi dovremo lottare per non rassegnarci all’immobilismo che dopo il referendum del 4 dicembre sembra aver bloccato la vita politico istituzionale italiana. Avevano detto: se vincerà il NO, in sei mesi risolveremo tutto. Dopo cinque mesi la palude regna sovrana. E il PD da solo non ha i numeri per cambiare le cose. Ma noi non ci accontentiamo di chi dice solo no. Di chi vuole solo bloccare tutto. E faremo di tutto per restituire energia, slancio, vigore al Paese.


  • Comments(0)//senzafine.zacem-online.org/#post608

CONSIDERAZIONI MINIME A MARGINE DELLE ELEZIONI PRESIDENZIALI FRANCESI

politica e legislazionePosted by Renata Rusca Zargar Wed, April 26, 2017 11:39:02

Considerazioni minime a margine delle elezioni presidenziali francesi

Savona. L’informazione che ho trovato più interessante, ascoltando gli esperti sui candidati alla poltrona di Presidente, è che molti punti dei programmi degli aspiranti, presumibilmente diversi per orientamento (definizioni sinistra-destra), sono praticamente simili.
Se, infatti, almeno fino alla caduta del muro di Berlino, ci si riconosceva nei valori di una parte politica e, probabilmente, le si rimaneva fedeli per tutta la vita, ora non é più così.

I voti –e le idee- sono liquidi come le onde del mare che battono un po' qui e un po' là sugli scogli.

Si può avere un grande successo elettorale e, poco tempo dopo, complice la globalizzazione, gli anni di crisi economica e le migrazioni di massa, perdere sonoramente perché gli elettori guardano altrove.
Pare, però, che le preferenze francesi siano state orientate abbastanza secondo il titolo di studio.

Chi ha conseguito il diploma delle superiori o laurea aveva un'ottica, chi ha studiato poco si è collocato all'opposto.

Considerando la fascia di popolazione compresa tra i 30 ed i 34 anni (dati 2014), la Francia ha il 44,1% di laureati.

Qui bisogna astenersi dal fare il paragone con l’Italia perché è un po’ come sparare sulla Croce Rossa!

L’Italia, infatti, secondo il rapporto Eurostat del 2015, è all’ultimo posto in Europa per numero di laureati: solo il 23,9% della fascia 30-34 anni, contro il 37,9% della media europea.

Infine, fare previsioni su chi sarà il Presidente francese è quanto mai pericoloso.

Abbiamo capito, ormai, che la palla di vetro dei sondaggisti è assai nebbiosa.

Anche perché, ai ballottaggi, la presunta sinistra vota per la destra e la presunta destra per la sinistra, a seconda dei casi, al solo scopo di far perdere chi, in prima battuta, avrebbe avuto più voti.
In questa confusione estrema, possiamo, però, tirare un sospiro di sollievo.

Abbiamo ancora una ferrea certezza: la televisione rimane il mezzo di comunicazione di massa a cui si rivolge il maggior numero di persone per formarsi le idee.
La rete pare serva solo a fortificare chi le idee ce l'ha già.

Allora, forza, quindici giorni di discussioni e talk prima di scartare la sorpresa: sarà maschio o femmina? Azzurro o rosa?

http://www.liguria2000news.com/considerazioni-minime-a-margine-delle-elezioni-presidenziali-francesi.html



  • Comments(1)//senzafine.zacem-online.org/#post607

MIGRANTI PER MORIRE

politica e legislazionePosted by Renata Rusca Zargar Wed, April 26, 2017 11:28:55

MIGRANTI PER MORIRE

I riflettori dei mass media si sono accesi di nuovo sul problema DAT (disposizioni anticipate di trattamento, comunemente chiamato testamento biologico), eutanasia attiva, passiva, suicidio assistito. Sembra di essere tornati ai tempi di Eluana o Welby che tanto hanno colpito l’opinione pubblica.

Noi non siamo un paese facile: quando si tocca un soggetto sensibile, che spesso potremmo chiamare diritti civili, si torna ai Guelfi e Ghibellini (o, in mancanza, persino Guelfi Bianchi e Guelfi neri).

Eppure, sembra che, a parole, almeno sul testamento biologico siano tutti d’accordo. Praticamente, si tratta di esprimere, quando si è in pieno possesso delle proprie facoltà, i propri desideri riguardo le cure che ci potrebbero essere propinate quando non saremo più consapevoli – e spesso si tratta di accanimento terapeutico. Basta garantire alla persona anche il diritto di cambiare idea e di poter nominare un “amministratore di sostegno” per quello che riguarda i trattamenti sanitari, in particolare alimentazione e idratazione forzata.

I casi dei quali si è discusso, invece, sono, ognuno di loro, diversi e particolari.

Eluana era in SVP (stato vegetativo permanente), praticamente aveva, da molti anni, la vita irreversibile di una pianta. Più volte aveva espresso, in passato, a parenti e amici, che non avrebbe mai voluto essere tenuta in vita in condizioni simili, così che, infine, i giudici le hanno permesso di chiudere un processo fisico indesiderato.

Welby aveva la malattia peggiore che può capitare a un essere umano, una distrofia muscolare gravissima che, nel tempo, gli ha tolto tutto, tranne la coscienza. Le macchine, con i loro tubi per respirare e per alimentarsi, gli causavano anche ulcere, infezioni, e altro dolore. Per anni, Welby aveva combattuto la malattia e affrontato forme di vita sempre più difficili, ma ormai non gli era rimasto più nulla.

Così come a Dj Fabo, tetraplegico e cieco, immobile, che ha scelto liberamente che sia meglio affrontare la “dolce morte”, una morte, cioè, senza sofferenza, che viene come un dolce sonno.

Su questi argomenti, naturalmente, ognuno ha la sua opinione.

Non è vero, però, che in Parlamento non si sia fatto niente. Nel 2009, il Senato ha discusso e anche approvato il Disegno di Legge (iniziativa di Ignazio Marino del 2008) chiamato Calabrò, dal suo relatore, Raffaele Calabrò. Il problema è che, dopo essere stato approvato dal senato nel 2009, è passato alla Camera (doppio iter legislativo, bicameralismo perfetto) dove è stato approvato, con modificazioni, nel 2011. Essendoci, appunto, delle modificazioni, è tornato al Senato per una successiva approvazione. Le Associazioni che si occupano dei diritti del fine vita avevano affermato che il disegno di legge era stato, a quel punto, talmente snaturato che, forse, era meglio che non fosse mai approvato. Ma, nel mentre, è finita la legislatura.

Le proposte, negli anni, sono state moltissime, sia per le DAT che per l’eutanasia e, in verità, hanno fatto poco cammino.

La più rilevante è il disegno di legge "Disposizioni in materia di consenso informato, di disposizioni anticipate di trattamento e di testamento biologico", presentato l’8 luglio 2016, firmatari Silvia Giordano e altri, relatrice Donata Lenzi, che si basa sulla proposta di legge di iniziativa popolare presentata nel 2013 dall’Associazione Luca Coscioni, UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti) e su quella del senatore Luigi Manconi. In effetti, un testo base è stato definito il 7 dicembre 2016 dalla Commissione Affari Sociali della Camera. Avrebbe dovuto essere discusso in aula, alla Camera, alla fine di gennaio, poi rimandato, ora, finalmente, è stato approvato anche se, come ben sappiamo, nulla ha a che vedere con il suicidio assistito praticato in Svizzera.

I mass media presentano il tutto come una legge certa e spiegano, punto per punto, come sarà.

Dopo la Camera, però, il disegno di legge dovrà essere approvato dal Senato. Qualora il Senato facesse una anche piccola modifica, dovrebbe tornare ancora alla Camera.

In questo panorama italiano, con un PD frantumato (i cui membri sono autori, tra l’altro, della maggior parte delle proposte), una sinistra in via di polverizzazione, elezioni alle porte, si troverà la motivazione (qui il populismo non spinge perché non è un soggetto su cui sollecitare il ventre molle cittadino e guadagnare voti) per approvare definitivamente la legge? Quanto tempo ci resta, si chiederebbe qualcuno.

Non siamo stati capaci di eliminare il bicameralismo perfetto, stiamo tornando al sistema proporzionale della I Repubblica, alle larghe intese dove si è tutti insieme per non essere mai d’accordo su nulla.

Bene hanno fatto DJ Fabo, Davide Trentini e molti altri a emigrare in Svizzera.

http://www.liguria2000news.com/migranti-per-morire.html

https://www.pagineutili.it/consenso-informato-dat-testamento-biologico-considerazioni-attuali-aprile-2017/






  • Comments(1)//senzafine.zacem-online.org/#post606

LE VACCINAZIONI di Angela Fabbri

politica e legislazionePosted by Renata Rusca Zargar Fri, April 21, 2017 11:57:53
LE MIE VACCINAZIONI (anni 1950-60)

Da bambina (sono classe 1951) ho fatto tutte le vaccinazioni prescritte:

ANTIVAIOLOSA

ANTIPOLIO

TRIVALENTE (contro Pertosse, Difterite e la terza cosa fosse non me lo ricordo).

Con quest’ultima mi si bloccò dolorosamente la gamba sopra alla quale, nella natica,

mi avevano fatto l’iniezione. Mi chiedo quale incredibile potenza concentrata abbia avuto quel vaccino sul corpo magrino della me di 9 anni. Ma in 3 giorni venne assorbito: appunto la TRI-valente!

E di antipolio feci richiami di vaccino mi sembra fino ai 14 anni, ancora in tempo per il SABIN (quello con lo zuccherino).

Allora non esisteva la vaccinazione ANTI ROSOLIA che per noi femmine sarebbe stata molto importante, date le conseguenze che può avere sul feto quando una donna in gravidanza contrae la rosolia.

E nemmeno esisteva un vaccino contro il MORBILLO, infatti me lo presi a 26 anni, quando a Torino, dove lavoravo, ci fu una recrudescenza di questa malattia infettiva:

7 giorni di costante febbre a 40°, una bella congiuntivite, ma sono qui.

Ho detto che non esistevano, ma non sono un patologo, magari c’erano ma si ritenevano non necessarie.

Del resto, in quei tempi ‘vaccinòsi’ di buon senso, una vaccinazione la saltai anch’io:

il richiamo dell’antivaiolosa. Perché il medico di famiglia disse ai miei genitori che,

data l’inconsistenza ormai del vaiolo in Italia e dato che la potenza del primo vaccino

rendeva nella maggior parte dei casi nullo il secondo, era meglio risparmiare il mio organismo.

I genitori si sono fidati e ci hanno vaccinati.

A noi è andata bene. E non abbiamo mai saputo di qualcuno a cui la vaccinazione abbia dato effetti collaterali gravi o continuati.

I vaccini della mia epoca… secondo me ci iniettavano misure da cavallo (vedi l’effetto TRIVALENTE di cui ho parlato prima).

Ai giorni nostri, dopo 60 anni di controllo dei dosaggi e dei soggetti cui applicarli,

i vaccini dovrebbero essere assorbiti dall’organismo con la leggerezza dell’acqua di

fonte.

Allora perché tutte queste informazioni (e altrettante smentite) sui danni provocati dai vaccini?

Alla mia epoca ci siamo fidati ciecamente.

Eravamo stupidi o semplicemente non-informati sulle eventuali conseguenze?

D’altra parte alla mia epoca la POLIO c’era, la POLIOMIELITE. Ho un’amica che ha 10 anni meno di me (classe 1961), ne fu colpita da piccola, si salvò e da allora

ha una gamba più corta dell’altra.

E adesso, siamo troppo svegli o semplicemente SOVRA-SU-SOVRA-INFORMATI?

Seminare l’incertezza e il dubbio sembra essere il MODUS VIVENDI ‘sociale’ di oggi.

(Angela Fabbri, Ferrara notte fra 20 e 21 aprile 2017)



  • Comments(1)//senzafine.zacem-online.org/#post598

Pensierino della sera dalla ENEWS di Matteo Renzi

politica e legislazionePosted by Renata Rusca Zargar Wed, April 19, 2017 10:40:40
Pensierino della sera.
Ieri, per la prima volta dopo anni la Reggia di Caserta è rimasta aperta grazie all'impegno dei lavoratori e del direttore - che ormai conoscete, visto che ve ne ho parlato spesso - Mauro Felicori. Sì, proprio quello nominato dal nostro governo e subito accolto da una polemica di qualche sigla sindacale perché "lavorava troppo"!! Vi confesso che non finisco di emozionarmi quando penso alla bellezza dell'Italia e penso che, nonostante la mancanza di organizzazione che troppo spesso caratterizza i nostri beni culturali, le cose stanno cambiando. Chi di noi ha visitato luoghi e posti significativi in questi giorni si rende conto che c'è, è lì, è pronta una #ItaliaBella che non dobbiamo stancarci di raccontare, di coccolare, di ammirare. La bella trasmissione Rai Kilimangiaro ha recentemente dato il premio di miglior Borgo d'Italia a Venzone (Udine). Ma quanti borghi magnifici, quanti luoghi incantevoli ci sono. Anche per questo mi piacerebbe che ciascuno di noi si sentisse parte di questo racconto collettivo. Abbiamo bisogno di risvegliare in noi lo stupore e l'orgoglio di essere italiani. Di dirlo e di dircelo di più. Anche sui social, che oggi collezionano in prevalenza campagne di odio e di negatività. La nostra #ItaliaBella aspetta solo l'orgoglio e l'impegno di ciascuno di noi. Dobbiamo esserne all'altezza.

Un sorriso,
Matteo

blog.matteorenzi.it
matteo@matteorenzi.it


  • Comments(0)//senzafine.zacem-online.org/#post596

LA LETTERA DI FRANCO E LA VITA DI DIALLO da padre Armanino, Niger

politica e legislazionePosted by Renata Rusca Zargar Sun, April 09, 2017 11:04:26

La lettera di Franco e la vita di Diallo

Avrebbe voluto morire nel mare assieme all’amico con quale erano partiti. Ha fatto naufragio ed è sparito nel mare mentre lui, Diallo, era imprigionato a Sabha in Libia. Una delle tanti prigioni finanziate e volute dall’occidente che allarga le sue frontiere armate. L’hanno informato una volta a Tripoli prima di prender il mare per la terza volta. Voleva morire come quelli che prima di lui sono annegati nei suoi occhi pieni di paura. Battelli di sabbia e di gomma che affondano tra le onde quando il mare Nostro si allea col nemico. La prima volta erano 132 e l’acqua riempiva il battello. L’elicottero li ha sbarcati a Tripoli e poi internati per qualche mese. Liberato coi soldi della famiglia Diallo ritenta il viaggio del mare. Lo Zodiaco fa nove metri e lui coi compagni sono 123. Avvicinati da ‘militari’ libici sono rimorchiati sulla terra ferma. Un’altra prigione li custodisce e tra i torturatori ricorda un nigeriano e un originario dello Gambia. Diallo voleva morire nel mare come il suo compagno. Spezzavano assieme il pane di un futuro che avrebbero voluto nuovo per tutti.

Carissimo un paio di giorni fa ho ricevuto (e condiviso) il tuo 12^ racconto. Sono una preziosa testimonianza di persone "di carne e sangue" che lottano per sopravvivere. Qui da noi farli accettare anche solo almeno come esseri umani sta diventando sempre più difficile. Si sente sempre più parlare di forni, come per gli ebrei (anche l'antisemitismo sta aumentando pericolosamente) o di cannonate ai barconi di migranti.

Avrebbe voluto morire nel mare con l’amico col quale erano partiti. Ora lui è arrivato a destinazione. La Città Sommersa che continua a crescere in popolazione e tra non molto organizzerà il primo censimento da quando è stata istituita. Una Città di giovani, donne e bambini. I pochi vecchi sono lasciati sulla riva del mare della Città. Di loro parlava Fabrizio de André quando cantava che all’ombra dell’ultimo sole era assopito il pescatore. Aveva un solco lungo il viso, come una specie di sorriso. Diallo voleva raggiugere l’amico, il compagno nelle Città ormai Sommersa e popolata di sogni che continuano il viaggio. Lui, tramite un amico, voleva raggiungere l’Italia per continuare a studiare filosofia. Lo rapinano i ribelli nel Mali, l’abbandonano i tuareg nel deserto in Algeria, lo detengono in Libia dove passa il tempo tra la prigione, le sessioni di tortura e infine i naufragi nel Mediterraneo. Per questo voleva raggiungere il compagno e cenare assieme nella Città Sommersa. Attorno ad un bicchiere di vino stagionato e un pescatore con una specie di sorriso.

Non c’è più un discorso che appartiene a qualche schieramento politico (soprattutto di destra) ma sta diventando trasversale. Anche il vocabolario sta cambiando: quelli che arrivano non sono più "profughi", ma "clandestini". E hai voglia di fare il paragone coi nostri nonni emigranti, partono subito tutta una serie di distinguo circa i modi di essere, l'onesto e la cattiveria. L'aria che si respira comincia a essere avvelenata. Viene coltivata la paura del diverso. Alcuni vorrebbero "misericordiosamente" far fuori i disabili (mio figlio ad esempio), ma per i profughi monta su l'odio, immotivato e ingiustificato. Ogni tanto esce fuori qualche tipo che ne ammazza uno solo perché è "negro".

La famiglia gli ha pagato più volte il viaggio per il mare. Sua madre piangeva al telefono e gli chiedeva di tornare. Diallo pensa che l’ultima volta sono in 16 ad essersi salvati dal mare profondo. Tenta ancora di farcela prima in Tunisia e poi in Marocco. Non ci riesce a causa delle frontiere cambiate in muri nel frattempo. Infine ricorda che la filosofia è l'amore della saggezza e per viaggiare vende uno dei due cellulari. Tardi si accorge che era quello con la foto dell'amico.

Mauro Armanino, Niamey, aprile 2017



  • Comments(0)//senzafine.zacem-online.org/#post587

IL CONGRESSO DEL PD

politica e legislazionePosted by Renata Rusca Zargar Wed, March 29, 2017 17:06:17
Il congresso del PD

di MATTEO RENZI

Migliaia di iscritti stanno votando, discutendo le singole mozioni e finendo con l'esprimere una preferenza. A me sembra affascinante: la democrazia in azione. Ci sono seimila circoli del PD in Italia, alcuni piccolissimi, altri più grandi. Si discute di tutto, dall'ambiente al lavoro, dalla sicurezza alla cultura. E poi si vota. Questa è la politica, non solo stare a lamentarsi o a fingersi scandalizzati. Per il momento la partecipazione degli iscritti è ottima, superiore in percentuale a quella del 2013 nonostante stavolta abbiamo scelto di non consentire di iscriversi all'ultimo minuto per evitare caos come in passato. La nostra mozione sta andando molto bene anche tra gli iscritti, ma c'è ancora da lavorare: vorrei però dire grazie a tutti perché i primi dati sono superiori alle più rosee previsioni. Vedo che tanta gente continua a dirci "Dai, andiamo avanti" e mi vengono i brividi per la responsabilità che ciò comporta. E quando smettiamo di parlarci addosso, quando usciamo e apriamo porte e finestre all'ascolto, alla proposta, al voto sembra quasi di riprendere a respirare a pieni polmoni dopo una lunga apnea. Iniziate per favore a segnare la data del 30 aprile sul calendario: quello sarà il giorno delle Primarie. Io nel frattempo continuo col mio trolley a girare l'Italia, andando nei luoghi meno conosciuti e cercando di arrivare in incognito. Guidato da Matteo Richetti e Stefano Bonaccini sono andato a incontrare alcune realtà del sociale modenese, a cominciare da chi combatte contro la ludopatia - terribile piaga del nostro tempo - e da chi aiuta i più anziani, oltre che a pranzo con il mondo della ceramica e a cena con i volontari del PD di Campogalliano. Ieri con Maurizio Martina ho incontrato gli studenti universitari di Perugia per riflettere insieme sull'Europa (

https://www.facebook.com/matteorenziufficiale/videos/10154719929014915/

il video dell'incontro). Chi vuole dare una mano, idee, stimoli, suggerimenti può scrivere a francesca@matteorenzi.it
Chi è interessato a sapere come la penso su alcuni temi di questi giorni (dai voucher ai vitalizi passando per Macron e i vaccini) qui può vedere l'intervista a corriere.it. È un video di 55 minuti, vi ho avvertito.

  • Comments(0)//senzafine.zacem-online.org/#post577

IL SUB-APPALTO di padre Armanino dal Niger

politica e legislazionePosted by Renata Rusca Zargar Wed, March 29, 2017 16:49:59

Il sub-appalto del controllo della mobilità umana nel Sahel

Tutto si vende. Migranti, frontiere e dignità. A prezzo stracciato quest’ultima. La stessa politica e dunque la stessa economia giocano alternandosi a guardie e ladri. Si delocalizza dove costa meno la mano d’opera e dove sono assenti i controlli sindacali. Dove c’è più libertà di manovra per gli imprenditori e meno aggravio fiscale. E, a domicilio, da noi, tutto si subappalta. Mansioni particolari, indotti, cantieri, contrattuali, ditte e la politica. Subappalto al capitale globale di cui lo svizzero Davos è la retorica vetrina. Come stupirsi, dunque, se anche nel controllo della mobilità umana, passa la medesima logica mercantiista. In termini puliti questo si chiama esternalizzazione delle frontiere dell’Europa. In termini onesti si tratta di militari, muri, centri e deportazioni. Bell’Europa murata che esporta frontiere che congiungono i due mari, quello d’acqua salata e quello di sabbia, bagnato di lacrime. C’è da rivedere il tracciato dei confini territoriali.

Sulla carta, in Africa Ocidentale, c’è la libertà di circolazione di merci e persone. Patto sottoscritto e ora tradito. Se prima il povero Cristo si fermava a Eboli ora è bloccato ad Agadez e parcheggiato ad Arlit. Sono questi gli avamposti nigerini per il transito in Libia, Algeria, Marocco, Italia e infine Ventimiglia. Per gli stessi abitanti del Niger ora si è complicato persino il transito all’interno del proprio paese. Il crimine presunto è quello di migrazione illegale, irregolare e fastidiosa del sistema di dominazione globale. Per il bene dei migranti, per combattere i trafficanti e speculatori e dunque, in definitiva, per salvare vite umane. Questa la storia raccontata per giustificare il misfatto. Naturalmente si guarda l’ultimo segmento del tracciato. Si mostra al pubblico l’ultimo episodio della serie televisiva dedicata agli sbarchi e ai salvataggi dei canotti. In effetti la storia comincia molto prima, solo che sono solo i cacciatori che la raccontano.

C’è stato il colonialismo, noi che siamo andati da loro, poi le guerre che gli europei hanno chiamato mondiali. Migliaia di africani sono morti per la libertà del paese che li ha colonizzati. Segue poi il neo-colonialismo ideologico, politico ed economico. La pesca locale nei mari del Golfo di Guinea è stata smantellata da accordi, diritti comprati a suon di milioni che le élite africane hanno intascato. Centinaia di migliaia di pescatori sono scomparsi nel nulla. Gli accordi di partenariato commerciale hanno liquidato le imprese contadine a gestione famigliare. Libere volpi in libero pollaio è quanto ha guidato la logica che ha accompagnato i vari patti siglati finora. Quanto alle risorse minerarie, di cui l’Africa Occidentale è relativamente ricca, sono appannaggio di multinazionali che alla fine dividono coi locali le briciole di quanto rimane. E poi arriviamo al culmine che appare come il nuovo investimento sicuro: l’acquisto di terre.

I subappalti della gestione delle frontiere hanno incominciato in Mauritania e da lì si sono estese in Marocco. Ceuta e Melilla, enclavi spagnole in questo paese, sono circondate da tre gironi di fili spinati e lame taglienti. Si controlla il mare che separa il Marocco dalla Spagna con pattuglie e a volte si speronano i canotti con a bordo i contrabbandieri di futuro. Con l’Algeria la frontiera è regolata da un fossato abbastanza profondo da sconsigliare tentativi di passaggio. In Algeria i migranti senza documenti sono espulsi a centinaia e condotti di nascoscto nel deserto e ivi abbandonati.

E infine ci siamo noi qui, nel Niger, gli ultimi arrivati nel CLUB DEI GENDARMI per conto dell’Europa. . Solo perché, con l’eliminazione violenta di Gheddafi, che organizzava campi di concentramento migranti, ora in Libia vige il prevedibile caos. In subappalto il controllo, l’arresto e infine la detenzione, secondo il piano previsto dall’Europa sono garantiti. Rimandare in Africa gli indesiderati e poi vedere cosa farne per sbarazzarsene definitivamente. Il Niger ringrazia per i milioni ricevuti in cambio del contratto. Chi sarebbero dunque i criminali da fermare?

Mauro Armanino, Niamey, Febbraio 017



  • Comments(0)//senzafine.zacem-online.org/#post576
Next »