SENZA FINE - blog di Renata Rusca Zargar

SENZA FINE - blog di Renata Rusca Zargar

CATENE di Angela Fabbri (Ferrara)

spiritualitàPosted by Renata Rusca Zargar Sat, May 20, 2017 13:01:25
CATENE

Sento un peso sul collo.

E la testa si china sempre di più.

“ Stai mettendo altre catene… “

Sarà la cervicale.

Ma sento un giogo sul collo che mi china all’ingiù.

“ Liberati dalle tue catene, finalmente! “

Non posso. Non a quest’ora. Il mio vicino di sotto già dorme e oggi si è portato anche la sua ragazza a letto.

Immagina il fragore! Io che mi alzo dalla sedia e frullo le mie catene in giro e poi sopra la testa e le lancio via contro i muri.

E scoppio in un pianto fragoroso come i marosi del mare, ricadendo seduta, la faccia nelle mani che rìvolano delle mie lacrime di tempesta!

Perché scopro stanotte le mie catene, quelle da cui sono stata incatenata e quelle che io ho aggiunto di mia spontanea volontà!

No no. Queste cose della Bestia che ritorna Bella vanno vissute in un castello fatato, ovattato dai boschi innevati, con solo l’orchestra del vento che accompagna.

Mica in un condominio!

(Non spiego altro, ognun scelga le sue)

Angela Fabbri

(Ferrara, notte tra 1 e 2 aprile 2017)



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DISCORSO IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLA TERRA 22-4-17

spiritualitàPosted by Renata Rusca Zargar Mon, April 24, 2017 16:29:07

DISCORSO di Zahoor Ahmad Zargar

Nella visione dell’Islam, il termine ambiente non si riferisce solo alla definizione ‘popolare’ del termine, come insieme di organismi viventi e fenomeni naturali, ma comprende anche gli esseri umani. Non vi è, infatti, alcuna ragione per escludere questi ultimi, essendo essi non solo parte integrante dell’ambiente ma anche uno dei suoi elementi principali.

Nell’ottica islamica l’uomo è rappresentante di Dio sulla terra ed è la creatura più importante dell’universo. Troviamo infatti nel Corano:

«E quando disse il tuo Signore: “Io porrò sulla terra un [Mio] vicario [qui si parla di Adamo, il primo uomo, ma si possono intendere tutti gli uomini]”» (Corano II:30).

Inoltre tutto ciò che vi è nell’universo è stato messo a disposizione dell’uomo: «E ha soggiogato a voi quel che v’è nei cieli e quel che c’è sulla terra, che tutto proviene da Lui» (Corano XLV:13)

Il diritto islamico indirizza la relazione tra essere umani e ambiente sullo stesso binario di diritti e doveri. Così come obbliga a conservare l’ambiente e a condividerlo con gli altri, garantisce a ognuno il diritto di risiedere in una zona pulita e bella dove vivere in pace e dignità. Ognuno resta libero di usare un ragionamento indipendente (ijtihad) per promuovere il benessere generale, basta seguire corretti principi ed applicarli nella vita quotidiana. Alcune indicazioni precise sono rivolte ad acqua, aria, terra e suolo, piante ed animali. “Ogni essere vivente proviene dall’acqua” (Corano 21:30): piante, animali ed essere umani dipendono da essa per la propria esistenza e la continuazione della loro vita. Dio ha creato la terra, ha mandato l’acqua giù dal cielo, per nutrire gli esseri umani, cosi come gli ha permesso di navigare mari e fiumi (Corano 14:32). Oltre ad una funzione vitale, l’acqua ha evidentemente anche un importante ruolo socio-religioso nella purificazione del corpo e del vestiario dalle impurità esterne. La conservazione della risorsa idrica, come elemento vitale, resta, senza dubbio, fondamentale per la preservazione e la continuazione della vita nelle sue varie forme, vegetale, animale ed umana. E’ quindi un obbligo, nel diritto islamico. Ogni azione che danneggi la funzione vitale, biologica e sociale, di tale elemento, va dunque condannata. Riconoscendo l’importanza dell’acqua come base della vita, Dio ne ha indicato l’uso come diritto comune di tutti gli esseri viventi. Un diritto inalienabile.

L’elemento aria non è meno importante dell’acqua nella perpetuazione e preservazione della vita umana, animale e vegetale. Tutte le creature terrestri dipendono, infatti, dall’aria che respirano. Anche i venti hanno un ruolo fondamentale come “fertilizzanti”, nel loro ruolo nell’impollinazione (Corano 15:22). L’atmosfera pulita, in generale, occupa un posto di tutto rilievo nella conservazione della vita.

La terra ed il suolo, poi, sono essenziali per la sopravvivenza delle specie, creata per esse (Corano 55:10). Piante ed animali, infine, garantiscono la sopravvivenza. Piantare un albero e dare da mangiare attraverso i suoi frutti a un essere vivente è importante per un musulmano, poiché ridare vita alla natura significa valorizzare e proteggere ciò che Dio ci ha donato.

Gli animali contribuiscono a sussistenza di piante ed esseri umani. Contribuiscono all’atmosfera tramite il loro respiro, i loro movimenti migratori contribuiscono alla distribuzione delle piante, costituiscono cibo e forniscono all’uomo pelle, lana, carne, latte e miele.

“Non vi sono bestie sulla terra né uccelli che volino con le ali nel cielo che non formino delle comunità come voi” (Corano 6:38)

Per comprendere a pieno il rapporto Islam e ambiente occorre analizzare le fonti di questa religione che sono il Corano e la Sunnah, cioè la tradizione del profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui). Solo attraverso di esse possiamo capire quali siano i principi che regolano la vita del musulmano in rapporto all'ambiente.

Anche se tutto è stato creato per soddisfare i bisogni dell'uomo, non significa che questi possa usare a suo piacimento la natura inquinandola o sfruttandola al massimo.

«Non spargete la corruzione sulla terra, dopo che è stata resa prospera. InvocateLo con timore e desiderio. La misericordia di Allah è vicina a quelli che fanno il bene. Egli è Colui che invia i venti, annunciatori e precursori della Sua misericordia. Quando poi recano una nuvola pesante, la dirigiamo verso una terra morta e ne facciamo discendere l'acqua con la quale suscitiamo ogni tipo di frutti» (Corano VII: 56-57).

I disastri ecologici non rappresentano per l'Islam la natura che si ribella, ma il semplice frutto della disobbedienza alle leggi di Allah e colpiscono tutti gli uomini.

«La corruzione è apparsa sulla terra e nel mare a causa di ciò che hanno commesso le mani degli uomini affinché Allah faccia gustare parte di quello che hanno fatto»

L'Islam e l'agricoltura Nel sacro Corano si dà molta importanza all'agricoltura, anche il semplice fatto di piantare un albero costituisce un'opera meritoria e altamente ricompensata. Il messaggero di Allah ha detto a proposito:

«Mai un musulmano pianta un albero dal quale non ne riceve la ricompensa come se fosse una sadaqa [un'elemosina, un'opera caritatevole], ciò che mangia da quell'albero è una sadaqa, ciò che è rubato da quell'albero, è una sadaqa, ciò che gli animali mangiano e ciò che gli uccelli mangiano da quell'albero è una sadaqa. L'albero non è per lui una perdita ma è per lui una sadaqa».Piantare un albero e dare da mangiare attraverso il suo frutto a un essere vivente è cosa assai importante per un musulmano: ridare vita alla natura significa valorizzare e proteggere ciò che Allah ci ha donato.

Allah disse a: «Chi ha piantato un albero ed ha avuto la pazienza di curarlo e l'ha seguito fino a quando dai suoi frutti, avrà per ogni persona che colga questi frutti una ricompensa (nell'aldilà)».O ancora: «Qualsiasi uomo che semina una pianta Allah(**) lo ricompenserà in maniera equivalente a ciò che questa pianta produrrà».

I diritti degli animali nell'Islam

Gli animali non devono essere torturati, feriti o picchiati per nessun motivo, così come quelli da traino non devono essere sovraccaricati a tal punto da non poter sopportare il carico. Il Messaggero di Allah disse:

"Allah maledice chi brucia un animale con la marchiatura e il tatuaggio" [Bukhari n.2236 Muslim n.1958]

Il profeta ( pace e benedizione su di lui ) disse: "In verità Allah ti ordina di essere gentile con tutta la Sua creazione. Quindi se uccidi per cibare, fallo in maniera giusta, e se sgozzi un animale, fallo in maniera giusta. Affila pertanto il coltello per far sì che la macellazione sia un procedimento facile e veloce" [Muslim n.1955]

"In verità abbiamo onorato i figli di Adamo, li abbiamo condotti sulla terra e sul mare e abbiamo concesso loro cibo eccellente e li abbiamo fatti primeggiare su molte delle Nostre creature." (Corano [17:70])



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da RELIGIONI PER LA PACE

spiritualitàPosted by Renata Rusca Zargar Sat, April 22, 2017 12:34:47

Parigi è ancora una volta bersaglio del terrorismo ISIS, che colpisce brutalmente le forze dell’ordine. Esprimiamo il nostro dolore per le vittime e la nostra vicinanza e solidarietà ai loro familiari, colleghi ed amici.

La nostra solidarietà va poi a tutto il popolo francese che ripetutamente è stato colpito dalla violenza jihadista, mirante a sconvolgere la convivenza pacifica nel paese ed a radicalizzare l’opinione pubblica in direzione nazionalistica e xenofoba.

Ricorderemo le vittime di questo ennesimo attentato e tutti i cittadini francesi, che vivono una fase molto delicata e difficile della loro storia, negli incontri mensili di preghiera e meditazione per la Pace, secondo lo spirito di Assisi.

A Roma il 27 aprile alle ore 17,30, ci riuniremo, come ogni mese, persone di varie religioni, presso il Monastero di San Gregorio al Celio per invocare insieme la Pace attraverso la preghiera e nel silenzio della meditazione.

Presso il chiostro dello stesso monastero ci incontreremo Domenica 28 Maggio alle ore 17; durante questo incontro, oltre al momento di meditazione e di preghiera, assisteremo al Concerto per la Pace offerto dalla Banda Musicale della Marina Militare Italiana, insignita nel 2004 del titolo del “Cavalierato di Pace” dal Centro Internazionale per la Pace fra i Popoli di Assisi.

Sarà anche l’occasione per esprimere la nostra gratitudine a quanti, forze armate e servizi di sicurezza, si impegnano, anche a rischio della vita, per proteggerci dalla violenza terroristica.

www.religioniperlapaceitalia.org




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da RELIGIONI PER LA PACE

spiritualitàPosted by Renata Rusca Zargar Thu, April 13, 2017 11:43:38

Una riflessione del grande poeta italiano Giuseppe Ungaretti, che partecipò come volontario alla prima guerra mondiale dopo un’attiva militanza interventista …

«Ero in presenza della morte, in presenza della natura, di una natura che imparavo a conoscere in modo terribile. Dal momento che arrivo ad essere un uomo che fa la guerra, non è l’idea di uccidere o di essere ucciso che mi tormenta: ero un uomo che non voleva altro per sé se non i rapporti con l’assoluto, l’assoluto che era rappresentato dalla morte. Nella mia poesia non c’è traccia d’odio per il nemico, né per nessuno; c’è la presa di coscienza della condizione umana, della fraternità degli uomini nella sofferenza, dell’estrema precarietà della loro condizione. C’è volontà d’espressione, necessità d’espressione, nel Porto sepolto, quell’esaltazione quasi selvaggia dello slancio vitale, dell’appetito di vivere, che è moltiplicato dalla prossimità e dalla quotidiana frequentazione della morte. Viviamo nella contraddizione. Posso essere un rivoltoso, ma non amo la guerra. Sono anzi un uomo della pace. Non l’amavo neanche allora, ma pareva che la guerra s’imponesse per eliminare la guerra. Erano bubbole, ma gli uomini a volte si illudono e si mettono dietro alle bubbole». (Giuseppe Ungaretti in L’allegria pag. 520 – 521)

Noi continuiamo a credere, a sperare e ad operare nella convinzione che gli sforzi umani non vadano sprecati nell’inseguimento di false sicurezze o nell’instaurazione di regimi pseudo-religiosi fondati su un presunto “ordine divino”, ma per costruire e proteggere la pace, il bene comune più importante, fragile quanto essenziale affinché la vita sia.

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Lo scorso 22 Marzo in occasione del 60° dei Trattati di Roma è stato sottoscritto un Appello per un’Europa di Pace da autorevoli rappresentanti di tutte le tradizioni religiose e dai numerosi partecipanti al convegno che si è svolto in Roma presso il Palazzo Ferrajoli nell’ambito di una serie di eventi culturali promossi dal Centro per la Promozione del Libro. L’appello è stato inviato ai capi di stato europei ed alle massime cariche delle istituzioni dell’EU.

Quanti, associazioni o singoli, vorranno sottoscrivere l’appello stesso potranno inviare la loro adesione a
info@religioniperlapaceitalia.org

www.religioniperlapaceitalia.org

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Appello per un’Europa di Pace, inviato alle alte cariche italiane ed europee in occasione del 60° dei Trattati di Roma

spiritualitàPosted by Renata Rusca Zargar Tue, April 04, 2017 10:08:16
Appello per un’Europa di Pace, inviato alle alte cariche italiane ed europee in occasione del 60° dei Trattati di Roma

L'appello che segue è stato approvato all’unanimità dai numerosi partecipanti al convegno “ L’impegno delle religioni per un’Europa di Pace”, organizzato da Religions for Peace Italia, svoltosi a Roma in occasione del 60° dei Trattati che hanno avviato il processo dell’Unione Europea. Sono intervenuti come relatori il Prof. Roberto Catalano del Movimento dei Focolari, la Presidente dell’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), Dr.ssa Noemi Di Segni, che aveva proposto la formulazione di un tale appello, il Segretario Generale del Centro Islamico Culturale d’Italia, Dr. Abdellah Redouane, l’Archimandrita Rettore della Chiesa Greco-Ortodossa di San Teodoro in Roma ( Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli ), Padre Simeon Katsinas , il Padre Augustin Gheorghiu della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, la Dr.ssa Corinna Mühlstedt della Chiesa Luterana, il Pastore Antonio Adamo della Chiesa Valdese, la Vicepresidente dell’Unione Induista Italiana, Swamini Hamsananda Giri, il Maestro Zen Dario Doshin Girolami, membro dell’Unione Buddista Europea, il Dr. Guido Morisco, dell’Assemblea Nazionale Bahà’ì Italiana, il Rev. Li Vincenzo Di Ieso, Prefetto della Chiesa Taoista Italiana e lo storico Prof. Alberto Melloni. Ha moderato l’incontro il Dr Luigi De Salvia, Presidente di Religions for Peace Italia.

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Nell’anno del sessantesimo anniversario dalla firma dei Trattati di Roma

– Nell’anno del decimo anniversario dalla firma del Trattato di Lisbona

- nel ricordo indelebile dell’aberrazione delle leggi razziste, della Shoah, dell’abuso più assoluto del principio della legalità e violazione di ogni etica dell’ordinamento giuridico, a partire da quello del sacro principio della vita

– nella consapevolezza che l’indifferenza ha favorito le più crudeli violenze

– nel ricordo dei milioni che hanno subito le più disumane torture, dei milioni che hanno trovato la loro morte nei ghetti e nei campi di sterminio, nelle loro dimore e nei loro paesi per mano di regimi totalitari, per mano di chi scriveva le leggi, di chi le applicava, di chi le forzava

– nella consapevolezza che i processi di immigrazione, accoglienza e integrazione dei molti che cercano nei nostri Paesi rifugio, asilo e un abbraccio fraterno, devono essere condivisi e responsabilmente assunti e gestiti da tutti i paesi europei

– nella consapevolezza che l’Europa oggi è minacciata da gravi fenomeni di terrorismo, di xenofobia, di razzismo e di antisemitismo, che si nutrono di ignoranza e prepotenza, da parte di persone singole o organizzazioni ben armate, ben finanziate, residenti in Europa, o provenienti da vicini paesi, che con determinazione ricercano la distruzione fisica e culturale, nonché del pluralismo religioso

– nella consapevolezza che l’Europa unita è attraversata oggi da forti spinte populiste, disconoscimento e disintegrazione

– nel riaffermare la necessaria difesa dell’ordinamento europeo da ogni forma di abuso

– nella consapevolezza che ogni sistema di legge e ordinamento trova il suo primo baluardo nella condivisone dei valori fondanti, nella condivisione culturale, nell’educazione


A Voi è rivolto l’appello

- ad una profonda considerazione di quella che è l’identità europea da difendere e maturare

– per proseguire nel processo di integrazione dell’Unione Europea

- per proseguire la costruzione di una Unione con e per i giovani cittadini

- per un impegno che veda tutti i popoli d’Europa adoperarsi con determinazione per l’applicazione dei presupposti sanciti oggi nel preambolo del Trattato e nella carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea:

o per il riconoscimento delle eredità culturali, religiose e umanistiche dell’Europa, da cui si sono sviluppati i valori universali dei diritti inviolabili e inalienabili della persona, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza e dello Stato di diritto

o per il riconoscimento dell’importanza storica della fine della divisione del continente europeo e la necessità di creare solide basi per l’edificazione dell’Europa futura nella consapevolezza del suo patrimonio spirituale e morale

o per la considerazione prima e anzitutto della persona, posta al centro della sua azione, istituendo la cittadinanza dell’Unione e creando un reale spazio di libertà, sicurezza e giustizia

o per l’attaccamento ai principi della libertà, della democrazia e del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e il divieto di qualsiasi forma di discriminazione

o per la solidarietà tra i loro popoli rispettandone la storia, la cultura e le tradizioni o per il rispetto della diversità culturale, religiosa e linguistica

o per il rispetto della libertà delle arti e della ricerca scientifica ed accademica

o per il rispetto dello Stato di diritto

o per la definizione di un quadro stabile, irrinunciabile, inviolabile, immodificabile unilateralmente dei fondamentali diritti dell’uomo o per una revisione di termini che non possono più fare parte di un dizionario comunitario, quali il termine “razza”

o per una profonda riflessione sui sistemi di approvazione e decisione che portino all’evoluzione del quadro comunitario

o per un forte impegno ad estendere e condividere i nostri fondamentali valori – primo tra tutti la vita – alle nazioni vicine che ad oggi non hanno ratificato, non hanno conosciuto, non hanno inteso aderire a questi fondamentali principi

o per un impegno a formare le coscienze di ogni individuo, a partire dall’educazione prescolastica

o per affermare il principio di laicità e pluralismo delle religioni quali sistemi educativi, genitrici e portatrici di valori postivi

o per un forte e determinato rispetto del monito di contrastare ogni primaria espressione e forma di razzismo e xenofobia

A Voi l’appello


affinché l’imperativo etico e civile di ricordare ed onorare la memoria dei milioni di vittime innocenti causati dall’odio e dalla indifferenza, sia testimoniato con fatti che attestino la nostra irriducibile diversità di approccio rispetto a quell’odio e dell’indifferenza.

www.religioniperlapaceitalia.org




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VENERDI’ 27 GENNAIO 2017 Preghiamo per invocare la pace insieme ai rifugiati bambini

spiritualitàPosted by Renata Rusca Zargar Wed, January 25, 2017 17:48:37

da RELIGIONI PER LA PACE


In continuità con l’impegno di preghiera del 27 di ogni mese secondo lo spirito di Assisi, invitiamo anche per il prossimo 27 Gennaio a pregare per la pace avendo un particolare pensiero alle vittime più vulnerabili tra i rifugiati, i bambini.

Questo mese di Gennaio il 27 cade di Venerdì, il giorno della preghiera comunitaria per i Musulmani e, al tramonto, dell’entrata di Shabbat per gli Ebrei. Li invitiamo ad unirsi idealmente all’invocazione della pace che altri faranno nelle Chiese, nei Templi, nei Santuari, ma anche nell’intimo della loro casa.

Nella città di Roma ripeteremo l’esperienza di preghiera e di meditazione silenziosa tra appartenenti alle diverse tradizioni religiose, riunendoci alle 17,30 presso il Monastero di San Gregorio al Celio, dove i monaci camaldolesi ci ospitano fraternamente.

Invitiamo quanti a vario titolo fanno parte di Religions for Peace e gli amici di altre associazioni e movimenti impegnati nel dialogo e nella cooperazione interreligiosa a promuovere nelle varie località incontri analoghi tra seguaci delle varie tradizioni per invocare insieme il dono della pace.



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Maometto era femminista

spiritualitàPosted by Renata Rusca Zargar Thu, January 12, 2017 18:31:39

Maometto era femminista

di Jim Garrison

Founder and President, Ubiquity University

Scritto insieme a Banafsheh Sayyad, autore di "Dance of Oneness".

Questo post è stato pubblicato per la prima volta su Huffpost Usa ed è stato poi tradotto dall'inglese da Milena Sanfilippo.

http://www.huffingtonpost.it/jim-garrison/maometto-era-femminista_b_12797688.html

Il profeta Maometto sarebbe scioccato dal modo in cui gli odierni fondamentalisti islamici trattano le donne sotto il loro controllo. Questa repressione viene perpetrata nel nome della Legge Islamica, conosciuta come Sharia. Ma l'attuale repressione delle donne è plasmata dalla cultura e dalla storia. Trova scarso fondamento nel Corano e, di certo, non è in linea con quello che sappiamo sugli insegnamenti di Maometto o sul modo in cui trattava le donne. Fra tutti i fondatori delle maggiori religioni (Buddismo, Cristianesimo, Confucianesimo, Islam e Ebraismo) Maometto fu senza dubbio il più radicale ed il più incoraggiante nel modo di trattare le donne. Probabilmente, è stato il primo femminista della storia.

Si tratta di un aspetto di fondamentale importanza perché, se c'è una sola cosa che arabi e musulmani possono fare per riformare e rigenerare la loro cultura oppressa dalla crisi, questa sarebbe liberare le donne e garantire loro i pieni diritti di cui le altre godono nei paesi del mondo. La parità è la chiave per una vera Primavera Araba.

Tra i fondatori di grandi religioni, Confucio accennava a malapena alle donne ed in tutti i suoi insegnamenti dava per scontato che fossero subordinate agli uomini, all'interno di un ordine patriarcale. Buddha insegnava che le donne potevano diventare sagge, illuminate. Ma per fare questo dovevano essere messe alla prova tre volte, prima che fosse permesso loro di farsi monache. Questo solo a condizione che la monaca sul gradino più alto della gerarchia monastica fosse comunque inferiore al monaco al livello più basso. Nei racconti del Vangelo, Gesù non fa mai commenti espliciti sullo status delle donne, anche se si avvicinò a donne dalla cattiva reputazione o non ebree. Mosè era convintamente patriarcale. Nella Torah, non c'è praticamente nulla che indichi una specifica preoccupazione per i diritti delle donne.

Maometto fu sostanzialmente diverso. Predicò in modo esplicito la parità assoluta tra donne e uomini come principio fondamentale della vera spiritualità e prese diverse misure concrete per migliorare nel profondo lo status e il ruolo delle donne in Arabia, durante la sua vita. Maometto era vicino alla causa delle donne perché era nato povero e diventò orfano molto presto. Era anche analfabeta e illetterato. Sapeva, come pochi altri sanno, cosa significassero la povertà e l'esclusione sociale.

Confucio faceva parte della piccola nobiltà accademica dell'antica Cina. Alla nascita, Buddha era un ricco principe del Nepal. Gesù nacque da un falegname di discendenza reale e all'interno di una stretta comunità ebraica in Palestina. Mosè nacque da una famiglia ebrea e fu cresciuto nel palazzo del Faraone in Egitto. Maometto non ebbe nessuno di questi vantaggi. Per questo, mentre gli altri leader religiosi sembravano mantenere il silenzio sull'oppressione femminile, Maometto innalzò lo stato delle donne facendone una questione di credo religioso e politica di stato. Prendete in considerazione quanto segue:

Nell'Arabia del settimo secolo, l'infanticidio femminile era una pratica comune, Maometto lo abolì. Un detto contenuto nell'Hadith (la raccolta di aneddoti su Maometto) sembra testimoniarlo: Maometto disse infatti che la nascita di una bimba era una "benedizione". All'epoca, le donne arabe erano considerate una proprietà e non godevano di alcun diritto civile. Maometto garantì loro il diritto di possedere delle proprietà, oltre ad importanti diritti coniugali e patrimoniali.

Prima di Maometto, la dote pagata da un uomo per la sua sposa veniva offerta al padre di lei come parte del contratto tra le due figure maschili. Le donne non avevano voce in capitolo. Maometto dichiarò che le donne dovevano acconsentire al matrimonio e che la dote doveva andare alla sposa, non a suo padre. Inoltre, la sposa poteva tenersi la dote anche dopo il matrimonio. La moglie non era tenuta a utilizzare la dote per spese familiari. Era una responsabilità dell'uomo. Alle donne fu anche concesso il diritto di divorziare dai propri mariti, qualcosa di inaudito per l'epoca. In un divorzio, la donna era autorizzata a prendere la dote con sé.

Alle donne furono estesi anche diritti patrimoniali. Veniva concesso loro soltanto la metà di quanto spettava ai loro fratelli perché gli uomini avevano più responsabilità economiche per le spese di famiglia. Ma con Maometto le donne divennero eredi delle proprietà e dei beni familiari per la prima volta in Arabia. All'epoca, una misura del genere era ritenuta rivoluzionaria.

Lo stesso Maometto veniva spesso visto svolgere "lavori femminili" in casa ed era molto attento alla sua famiglia. Il suo primo matrimonio con Khadija fu monogamo per i 15 anni in cui furono sposati, una cosa rara in Arabia allora. A detta di tutti, erano profondamente innamorati e Khadija fu la prima convertita all'Islam. Incoraggiò Maometto dal suo primissimo incontro con l'angelo Gabriele e dalla rivelazione delle prime sure che avrebbero composto il Corano.

Dopo la morte di Khadija, Maometto sposò 12 donne. Una di queste era Aisha, figlia del suo più intimo amico e alleato, Abu Baker. Le altre erano quasi tutte vedove, donne divorziate o prigioniere. Egli predicava regolarmente che era responsabilità degli uomini proteggere le donne che avevano conosciuto la sfortuna. Questa fu una delle ragioni per cui la poligamia veniva incoraggiata. Furono prese misure anche per l'infanticidio femminile: le donne nel settimo secolo erano molto più numerose degli uomini perché questi venivano uccisi nei conflitti intertribali ogni giorno. Tra le mogli di Maometto, diverse erano povere e indigenti. Lui le prese con sé, insieme ai loro figli, in casa sua.

Nel suo Sermone dell'Addio, pronunciato poco prima di morire nel 632, Maometto disse agli uomini "Voi avete determinati diritti sulle donne, ma anch'esse hanno diritti su di voi". Le donne, disse, sono "vostre compagne e vostre ausiliarie". In uno dei detti dell'Hadith, Maometto dice "Gli uomini migliori sono quelli che le loro mogli considerano i migliori".

Dopo la sua morte, la moglie Aisha assunse un ruolo di leadership nella composizione dell'Hadith mentre un'altra moglie giocò un ruolo primario nella raccolta delle sure che costituiscono il Corano. Ognuna delle 114 sure che formano il Corano, ad eccezione della numero 9, inizia con le parole Bismillah al Rahman al Rahim. Tradotte più frequentemente come "Nel nome di Dio, il compassionevole, il misericordioso". Il significato più profondo di questa espressione è "Nel nome di Dio, Colui che dà origine a compassione e misericordia dall'utero". L'invocazione all'aspetto femminile di Allah è la chiave per una rinascita Islamica.

Infine, nel Corano non si accenna alle donne che indossano il velo, l'Hijab. All'epoca era senza dubbio una tradizione in Arabia e le mogli di Maometto lo indossavano per rimarcare il loro speciale status di "Madri dei Fedeli", ma l'unica cosa che il Corano dice esplicitamente è che le donne dovrebbero vestire "con semplicità". Maometto disse lo stesso agli uomini. Per lui, la semplicità nel vestire era espressione della semplicità del cuore. Lo stesso Maometto, anche quando era il leader supremo, non indossava mai nulla di più di semplici abiti di lana bianca.

Le riforme di Maometto furono così radicali che lo status delle donne in Arabia e nell'antico Islam era il più elevato di qualsiasi altra società del mondo, all'epoca. Le donne nell'Arabia del settimo secolo godevano di diritti non concessi alla maggior parte delle donne occidentali fino ad epoche recenti, più di mille anni dopo. Il fatto che oggi le donne si ritrovino in una posizione tanto svalutata, in molte delle province arabe/musulmane, è una tragedia e deve essere sanata se la cultura e la civiltà islamiche vogliono prosperare di nuovo come successe durante il Califfato Abbaside (dall'ottavo al tredicesimo secolo), quando la civiltà islamica era un faro luminoso per il mondo. Liberare le donne avrebbe profondi effetti da un punto di vista politico, economico, culturale, artistico e religioso. Porterebbe la Primavera Araba ad un livello completamente nuovo, cosa estremamente necessaria in quei paesi in cui la prima Primavera Araba si è rivelata una morte in utero.

È tempo che l'Islam liberi le donne completamente e che lo faccia sull'esempio di Maometto e sull'autorità del Corano, per cui compassione e misericordia sono le caratteristiche principali di Allah.






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Abramo: O Signor nostro, perdona...

spiritualitàPosted by Renata Rusca Zargar Wed, January 11, 2017 12:23:11

Abramo:{O Signor nostro, perdona a me, ai miei genitori e ai credenti, nel Giorno in cui si tireranno le somme”}
Corano





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AUGURI SCOMODI di Don Tonino Bello da MONDO IN CAMMINO

spiritualitàPosted by Renata Rusca Zargar Sat, December 24, 2016 13:21:11
Gli auguri scomodi di Tonino Bello per il Natale

“…Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati… Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio. Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio. Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate. Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa. Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro. Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie,
si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame. I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative. I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese… E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi. Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza".

BUON NATALE DA MONDO IN CAMMINO!...noi continueremo il nostro cammino scomodo per tutti i giorni dell’anno…per le vittime del terremoto, per i poveri che mendicano un pezzo di pane, per le vittime di Chernobyl e del nucleare, per i bambini di Beslan e per quelli vittime di mina, per gli sforzi di riconciliazione interetnica ed interreligiosa fra i popoli, per i diritti umani di tutti gli esseri viventi, per la supremazia della nonviolenza contro le armi.

www.mondoincammino.org



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PREGHIAMO IL 27 DI OGNI MESE da Religioni per la Pace, Italia

spiritualitàPosted by Renata Rusca Zargar Sat, December 24, 2016 12:24:27

Nell’approssimarsi del Natale, che per le chiese cristiane che utilizzano il calendario gregoriano coincide quest’anno con l’inizio della festa ebraica di Hanukkah, siamo inorriditi dall’escalation di violenza che miete vittime in Aleppo, in Ankara, in Berlino.

Alle varie forme di terrorismo, non solo quello direttamente omicida, che vorrebbero tenere in scacco il mondo, intendiamo rispondere con la preghiera e con azioni di pace.

Preghiere per le vittime e per i loro familiari ed amici …

Preghiere affinché non ci sia sottratta la speranza che la riconciliazione è possibile …

Preghiere affinché i protagonisti del terrore possano “guarire” dall’intima disperazione che acceca le loro menti, indurisce i loro cuori, arma le loro mani …

Preghiamo insieme il 27 di ogni mese per il dialogo, per la riconciliazione, per la vita !

Lo scorso 27 Ottobre in Assisi, a 30 anni esatti dallo storico incontro interreligioso di Preghiera per la Pace promosso da Giovanni Paolo II, l'Arcivescovo di Assisi-Nocera Umbra- Gualdo Tadino, Mons. Domenico Sorrentino, ha lanciato la proposta che persone di varie religioni preghino per la pace il 27 di ogni mese.

Accogliamo volentieri la sua proposta ed invitiamo amiche ed amici di tutte le tradizioni religiose ed ogni persona di buona volontà a pregare e/o meditare nei propri luoghi (chiese, sinagoghe, moschee, templi, etc.) ed anche riunendosi insieme, dove possibile, il 27 di ogni mese per invocare il dono della disponibilità al dialogo ed alla riconciliazione.

Tali preghiere e meditazioni ci aiutino nell'impegno comune a farci strumento di pace in un mondo indebolito da tragiche ingenuità materialistiche, talvolta anche pericolosamente combinate con il professarsi religiosi, che ci mettono gli uni contro gli altri, a danno della vita.

Ci incontreremo poi tutti insieme in Assisi il 27 Ottobre 2017 a conclusione di questo anno di preghiera e meditazione condivisa per ringraziare e riaffermare il nostro impegno comune per il dialogo e la riconciliazione.

Il prossimo 27 Dicembre alle 17, 30 ci riuniremo presso il Monastero di San Gregorio al Celio in Roma per una preghiera/meditazione che unisca seguaci delle varie fedi ed altri operatori di pace secondo lo “spirito di Assisi”.

Anche in altre città ci saranno momenti di preghiera nelle singole comunità religiose, in incontri interreligiosi ed anche nell’intimità della propria casa, aderendo all’invito dell’arcivescovo di Assisi, Mons. Domenico Sorrentino, di pregare il 27 di ogni mese per invocare il dono della pace, che è il bene comune dal quale discendono tutti gli altri.



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Savona, in Duomo arriva il presepe multietnico realizzato dai bimbi delle scuole

spiritualitàPosted by Renata Rusca Zargar Thu, December 22, 2016 18:54:13
Savona, in Duomo arriva il presepe multietnico realizzato dai bimbi delle scuole

E' stato inaugurato alla presenza del Vescovo e rappresentanti della comunità musulmana e induista: "E' la dimostrazione che è possibile convivere in pace e serenità"

22 dicembre 2016

http://www.ivg.it/2016/12/savona-duomo-arriva-presepe-multietnico-realizzato-dai-bimbi-delle-scuole/

Savona. Un presepe multietnico realizzato dai bimbi delle scuole cittadine. E’ quello inaugurato questa mattina nel Duomo di Savona grazie ad un’iniziativa del progetto scolastico multiculturale sul dialogo interreligioso dal titolo “Francesco e Kamil”.

Gli alunni delle scuole di Savona nelle ultime settimane hanno lavorato intensamente per creare statuine e pastorali che rappresentassero le diverse religioni e culture. Questa mattina il presepe multietnico è stato sistemato nella cattedrale cittadina alla presenza dell’assessore Pietro Santi in rappresentanza del Comune, del vescovo Lupi, del presidente comunità islamica ligure Zahoor Ahmad Zargar, della monaca induista Hamsananda, rappresentante dell’Unione Induista Italiana e di alcuni nonni della Residenza Protetta del Santuario che hanno collaborato con i bimbi nel realizzare i pastorelli.

In occasione della presentazione del presepe una band ha accompagnato i canti dei ragazzi che hanno anche letto in arabo, inglese e italiano le lettere di una scuola di Betlemme, gemellata con le scuole di Savona.

“E’ importante questo lavoro con i bambini perché sono proprio questi piccoli gesti che li fanno crescere. Questo clima di fiducia reciproca e di incontro possono veramente creare un futuro migliore in cui la gente possa comprendersi, aiutarsi, capirsi e collaborare” il commento del Vescovo di Savona Vittorio Lupi.

Soddisfatto dell’iniziativa anche l’assessore Pietro Santi: “Siamo quasi alla vigilia del Santo Natale e credo che meglio di così non si potesse preparare. Il Natale è un segno di pace e noi chiaramente auspichiamo una pace futura per tutto il mondo e, anche alla luce dei recenti tristi episodi accaduti a Berlino, credo che il messaggio di questi bambini sia veramente importante e possa fare sperare in un futuro migliore”.

“Un altro mondo è possibile e inizia proprio quando le diverse comunità e religioni iniziano a lavorare insieme. Far cadere i pregiudizi vuol dire anche essere qui con tutti questi bambini nei giorni di festa. Questo dimostra che si può vivere insieme in pace, fraternità e serenità” ha sottolineato Zahoor Ahmad Zargar.

Anche la monaca Induista e rappresentante dell’Unione Induista Italiana Svamini Hamsananda: “E’ un messaggio di pace che in questo Natale che è alle porte ci ricorda quanto sia importante custodire le festività religiose perché sono un modo attraverso il quale è possibile fare conoscenza dell’altro. Attraverso la sensibilità religiosa è possibile avvicinarsi e quindi anche sviluppate la pace che è dentro di noi. Che ci sia pace dentro di noi, vicino a noi e in tutto il mondo è una delle preghiere con cui si iniziano e si finiscono sempre le pratiche dell’induismo”.




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Riflessione sulla scomparsa di Fidel Castro di Guglielmo Loffredi, Brescia

spiritualitàPosted by Renata Rusca Zargar Sat, December 17, 2016 19:29:53
RIVOLUZIONARI DI IERI E DI OGGI!

Da poche ore si è spento Fidel Castro, il “lider maximo” che ha tracciato come protagonista di un ideale politico di coraggio e di impegno quasi sessant’anni di storia. Credo però che la vera rivoluzione, oggi, sia di natura spirituale e che possa essere l’unica cura efficace nel nostro tempo squilibrato. Ancora prima di tutte le scienze umane, importanti e necessarie, alle quali la nostra intelligenza ovviamente non rinuncia; la spiritualità è il terreno di coltura sul quale i nostri piccoli gesti quotidiani possono sviluppare grandi significati. Occorre risintonizzarci, ri-trovare il nostro “La” interiore per arrivare a una disponibilità amorevole verso l’umanità e il Bene Comune. Le pratiche sono necessarie, con la meditazione, la preghiera, la formazione, ognuno troverà il metodo che possa attivare in lui: - l’ascolto empatico, il rispetto delle differenze per le scelte e i vissuti degli altri, la rinuncia al giudizio e al condizionamento delle supposizioni. Per concludere, nel panorama internazionale, ritengo Papa Francesco l’unico vero rivoluzionario spirituale del nostro tempo, benedizione e guida per ognuno a tutte le latitudini.

Guglielmo Loffredi

http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialo go.org/lettere/indice_1480236049.htm

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da LUCIANA BERTORELLI

spiritualitàPosted by Renata Rusca Zargar Fri, December 16, 2016 16:24:02

Si avvicina il Natale

un momento magico:


Maria dà alla luce un figlio, lo avvolge in fasce

e lo mette a dormire nella mangiatoia di una stalla,

perchè non avevano trovato altro posto dove andare...


Non perdiamo la speranza di avere un mondo migliore...

insieme possiamo farcela!





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da MATTEO RENZI

spiritualitàPosted by Renata Rusca Zargar Sun, December 11, 2016 16:39:41
Torno a Pontassieve, come tutti i fine settimana. Entro in casa, dormono tutti. Il gesto dolce e automatico di rimboccare le coperte ai figli, un'occhiata alla posta cartacea arrivata in settimana tanto ormai con internet sono solo bollette, il silenzio della famiglia che riposa.
Tutto come sempre, insomma.
Solo che stavolta è diverso.
Con me arrivano scatoloni, libri, vestiti, appunti.
Ho chiuso l'alloggio del terzo piano di Palazzo Chigi.
Torno a casa davvero.
Sono stati mille giorni di governo fantastici. Qualche commentatore maramaldo di queste ore finge di non vedere l'elenco impressionante delle riforme che abbiamo realizzato, dal lavoro ai diritti, dal sociale alle tasse, dall'innovazione alle infrastrutture, dalla cultura alla giustizia. Certo c'è l'amaro in bocca per ciò che non ha funzionato. E soprattutto tanta delusione per la riforma costituzionale. Un giorno sarà chiaro che quella riforma serviva all'Italia, non al Governo e che non c'era nessuna deriva autoritaria ma solo l'occasione per risparmiare tempo e denaro evitando conflitti istituzionali.
Ma quando il popolo parla, punto. Si ascolta e si prende atto. Gli italiani hanno deciso, viva l'Italia.
Io però mi sono dimesso. Sul serio. Non per finta. Lo avevo detto, l'ho fatto.
Di solito si lascia Palazzo Chigi perché il Parlamento ti toglie la fiducia. Noi no. Noi abbiamo ottenuto l'ultima fiducia mercoledì, con oltre 170 voti al Senato. Ma la dignità, la coerenza, la faccia valgono più di tutto. In un Paese in cui le dimissioni si annunciano, io le ho date. Ho mantenuto l'impegno, come per gli 80 euro o per l'Imu. Solo che stavolta mi è piaciuto meno:-)
Torno semplice cittadino. Non ho paracadute. Non ho un seggio parlamentare, non ho uno stipendio, non ho un vitalizio, non ho l'immunità.
Riparto da capo, come è giusto che sia. La politica per me è servire il Paese, non servirsene.
A chi verrà a Chigi dopo di me, lascio il mio più grande augurio di buon lavoro e tutto il mio tifo: noi siamo per l'Italia, non contro gli altri.
Nei prossimi giorni sarò impegnato in dure trattative coi miei figli per strappare l'utilizzo non esclusivo della taverna di casa: più complicato di gestire la maggioranza.
Ho sofferto a chiudere gli scatoloni ieri notte, non me ne vergogno: non sono un robot. Ma so anche che l'esperienza scout ti insegna che non si arriva se non per ripartire. E che è nei momenti in cui la strada è più dura che si vedono gli amici veri, l'affetto sincero. Grazie a chi si è fatto vivo, è stato importante per me.
Ai milioni di italiani che vogliono un futuro di idee e speranze per il nostro Paese dico che non ci stancheremo di riprovare e ripartire. Ci sono migliaia di luci che brillano nella notte italiana. Proveremo di nuovo a riunirle. Facendo tesoro degli errori che abbiamo fatto ma senza smettere di rischiare: solo chi cambia aiuta un Paese bello e difficile come l'Italia.
Noi siamo quelli che ci provano davvero. Che quando perdono non danno la colpa agli altri. Che pensano che odiare sia meno utile di costruire. E che quando la sera rimboccano le coperte ai figli pensano che sì, ne valeva la pena. Sì, ne varrà la pena. Insieme.
Ci sentiamo presto, amici.
Buona notte, da Pontassieve.




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LUCE DI PACE Cristiani e induisti in dialogo, 6 dicembre, Roma

spiritualitàPosted by Renata Rusca Zargar Thu, November 24, 2016 16:12:57

E' prevista la traduzione simultanea in italiano e in inglese

RSVP entro il 25 novembre 2016

Tel. +39.06.698.84.321 Fax +39.06.698.84.494 E-mail: dialogo@interrel.va

Per richiedere programma completo info@religioniperlapaceitalia.org




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